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TUMORI MAMMARI


I tumori delle ghiandole mammarie sono comuni sia nei cani che nei gatti. Circa il 50% dei tumori mammari nel cane sono di natura maligna mentre nei gatti questa percentuale sale anche all'85-90%.
A differenza degli umani cani e gatti posseggono da 4 a 5 paia di ghiandole mammarie decorrenti su tutta la superficie ventrale del corpo.

Segni clinici:
Il segno clinico più comune del tumore mammario è la formazione di un nodulo o una massa localizzata nella regione delle ghiandole mammarie. Un animale può avere un solo nodulo o massa o più noduli o masse.
Il loro ritmo di crescita può variare da molto lento a molto veloce e se divenute sufficientemente grandi possono ulcerarsi e sanguinare.
Occasionalmente queste masse possono ostacolare il ritorno venoso e linfatico degli arti causando edema, dolore e zoppia. Tumori mammari maligni possono diffondere ai linfonodi e polmoni, causando tosse e respiro difficoltoso.
Diagnosi:
Prima che la chirurgia possa essere raccomandata, esami del sangue e radiografie del torace dovranno essere eseguite per valutare lo stato di salute dell'animale e la possibile diffusione della patologia.
In animali in cui lo stato della patologia risulta essere avanzato il trattamento può non essere raccomandabile.
La diagnosi definitiva può essere fatta solo a mezzo di biopsia (asportazione di un campione di tessuto malato e sua classificazione da parte di un anatomopatologo).
Terapia:
 La rimozione chirurgica del tumore è essenziale questo significa rimuovere un abbondante porzione di tessuto se non addirittura l'intera fila mammaria colpita.
Si raccomanda inoltre la sterilizzazione dei soggetti. A seguito dei risultati della biopsia, chemioterapia o terapia radiante possono rivelarsi utili per prolungare la vita del soggetto.
Prognosi Fausta nei casi in cui il tumore risulti essere benigno. Sfortunatamente non sono ancora curabili le forme maligne, in questi casi la prognosi varia da sei mesi a due anni, in dipendenza di molti fattori tra cui tipo di tumore, grado di malignità , tempestività nella diagnosi e condizioni generali del soggetto.

Anche se ancora non sappiamo con certezza le cause che portano allo svilupparsi di queste forme tumorali sappiamo però che la sterilizzazione del gatto in età giovanile (preferibilmente prima del primo calore attorno al sesto mese di età) ne riduce l'incidenza.