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L’Unione europea introduce per la prima volta un quadro normativo volto a rafforzare la tutela di cani e gatti, contrastando abusi e pratiche commerciali scorrette, oltre a garantire migliori condizioni di salute e benessere per gli animali domestici.
  
La misura arriva in un contesto in cui quasi il 44% dei cittadini europei possiede un animale da compagnia e circa il 60% degli acquisti di cani e gatti avviene online, secondo i dati della Commissione europea.
Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento con 558 voti favorevoli, 35 contrari e 52 astensioni, introducendo norme comuni su allevamento, detenzione, tracciabilità, importazioni e gestione degli animali.
   
Microchip e registrazione obbligatori
Una delle principali novità riguarda l’obbligo di identificazione tramite microchip per tutti i cani e gatti presenti nell’UE, inclusi quelli di proprietà privata. Gli animali dovranno inoltre essere registrati in banche dati nazionali interconnesse.
Sono previsti tempi di adeguamento differenti: allevatori, venditori e rifugi avranno quattro anni per conformarsi, mentre i proprietari disporranno di 10 anni per i cani e 15 anni per i gatti.
Secondo la relatrice Veronika Vrecionová, presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale, queste norme più stringenti contribuiranno a combattere chi sfrutta gli animali a fini di profitto, garantendo allo stesso tempo condizioni più eque per gli operatori corretti.
  
Divieto di accoppiamenti consanguinei
Il regolamento vieta la riproduzione tra parenti stretti, come genitori e figli o tra fratelli. Viene inoltre proibito selezionare animali con caratteristiche fisiche estreme che possano causare problemi di salute, come difficoltà respiratorie o deformazioni scheletriche.
  
Nuove regole per i movimenti dentro e fuori l’UE
Per evitare abusi legati all’ingresso di animali dichiarati come “non commerciali” ma destinati alla vendita, le norme si estendono anche agli spostamenti.
Gli animali importati da Paesi extra-UE dovranno essere microchippati prima dell’ingresso e registrati successivamente. Inoltre, chi entra nell’Unione con un animale dovrà preregistrarlo in una banca dati almeno cinque giorni lavorativi prima dell’arrivo, salvo che non sia già registrato in un altro Stato membro.
  
Eutanasia solo come ultima opzione
La normativa stabilisce che la soppressione degli animali debba avvenire minimizzando il dolore e solo da parte di un veterinario. Eccezioni sono previste esclusivamente in situazioni di emergenza, quando non sia disponibile assistenza medica, purché si garantisca una morte immediata e senza sofferenze.
  
Mostre e concorsi: stop a standard dannosi
Le nuove regole intervengono anche sulle esposizioni, spesso influenti sul mercato. Saranno scoraggiate mutilazioni estetiche e caratteristiche fisiche nocive: gli animali con modifiche chirurgiche o tratti che compromettono il benessere non dovrebbero essere ammessi alle competizioni, spostando l’attenzione dalla sola estetica alla salute.
   
Cani impiegati nelle forze dell’ordine
Per i cani utilizzati in ambito militare, di polizia o doganale sono previste alcune deroghe, legate alle esigenze operative. Tuttavia, resta obbligatoria una formazione continua degli addestratori per ridurre al minimo stress e sofferenza durante le attività.
  
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